Aglianico
Aglianico ... "Barolo del Sud"
L’Aglianico è diffuso principalmente in Campania e Basilicata. Si dice che l’uva abbia origine greca, in riferimento all’Ellenia, ma finora non è stata trovata alcuna parentela genetica con una varietà greca. Poiché l’uva cresce particolarmente bene in luoghi con sottosuolo vulcanico, si ottengono vini rossi eccellenti con una certa mineralità, ma anche rosati di ottima qualità. Inoltre, i vini si comportano molto bene durante la maturazione sia in grandi botti di legno che in barrique. Emergono profumi intensi e complessi, con note di frutti di bosco e frutti rossi e spezie come canella, pepe nero e chiodi di garofano. I vini sono ricchi di tannini, sono saporiti e rotondi, con un retrogusto speziato. L’Aglianico è utilizzato molto in purezza, ma si sposa bene anche con vitigni come il piedirosso e lo sciascinoso. I vini rossi corposi si abbinano al meglio con la carne alla griglia, i formaggi stagionati e la selvaggina.
L’Aglianico del Vulture è un vitigno diffuso in Basilicata, in particolare sul ed intorno al vulcano inattivo Monte Vulture, nella provincia di Potenza. Nonostante la somiglianza genetica, tra le due uve si riscontrano alcune differenti caratteristiche, che conferiscono ai vini prodotti con l’Aglianico del Vulture in colore più intenso e tannini più intensi.
Nel Taburno, più precisamente nella zona DOCG Aglianico del Taburno, si produce un vino dotato di ottima struttura e intensità. Qui l’uva aglianico viene utilizzata per un rosso con almeno 2 anni di maturazione, e una riserva con almeno 3 anni di invecchiamento, di cui almeno 1 anno in legno e 6 mesi in bottiglia.
Tuttavia, la zona più famosa è senza dubbio l’Irpinia, che si divide tra le province di Avellino e Benevento. Qui l’aglianico trova la sua migliore espressione sulle colline vulcaniche del Taurasini DOCG. Il fiume “calore” divide la zona in 2 parti. A sud del fiume, sulla sponda destra, con terreno vulcanico, i vigneti sono molto più alti rispetto alla sponda sinistra. La notevole differenza di altezza tra le due sponde fa si che l’uva sulla sponda destra maturi 2 settimane dopo. Questa maturazione tardiva, a metà novembre e un invecchiamento in legno di almeno 3 anni, consentono di produrre vini di aglianico con una longevità di 30 anni e oltre. Per questo si parla di “Barolo del Sud“.